L’idea di iniziare la serata, del 29 febbraio dedicata all’arte, con una poesia di B. Brecht non è stata una scelta casuale. Come , d’altronde, non c’è stato nulla di casuale nella serata appena conclusasi. Diversi sono stati i motivi che ci hanno spinto a sviluppare, e proporvi, la serata di febbraio in un modo così articolata. Primo, fra tutti, il fatto che siamo stati assenti, dal palcoscenico del ‘IL CAVATAPPI’, per un lungo periodo - se ricordate, era anche saltato il consueto appuntamento di Natale. Secondo, a causa del tema, di per sé non semplificabile e che si prestava a ‘pericolose’ interpretazioni, si è resa necessaria una attenta e lunga preparazione. Un altro aspetto, non secondario, era rappresentato dall’aver scelto di accompagnare il menù con lo champagne a tutto pasto. Insomma, gli ingredienti per scadere in una banalizzazione dei temi che si sarebbero dovuti affrontare, sia relativamente alla componente artistica che a quella gastronomica, c’erano tutti.E allora, abbiamo pensato di mettere le mani avanti aprendo la serata con la lettura di una poesia ‘Il susino’. Infatti, ci era sembrato calzante assimilare la voglia di crescere del susino a quella della ‘Salamandra’ che, per farlo, hanno entrambi bisogno di un luogo riparato -leggi ‘Il Cavatappi’- e del contributo di tutti voi che,metaforicamente, rappresentate il nostro sole.
Luigi Osardi
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